Il lato oscuro della Singolarità Tecnologica

 

Con grande interesse abbiamo letto il recente articolo “Technological Singularity – The Dark Side[1] di Basarab Nicolescu. L’autore tratta con profondità e accuratezza un tema di urgente attualità su cui spesso ci siamo trovati a discutere nelle pagine di questo blog: il lato oscuro della tecnologia. Attraverso un’attenta analisi del doppio volto della moderna società tecnologica siamo posti di fronte a un problema di enorme rilevanza e alla necessità di fronteggiarne aspetti pericolosi e danni irreparabili, scongiurando inaspettate derive nella collettività.

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Nicolescu si sofferma sul termine “singolarità tecnologica” coniato da Vernor Vinge, matematico, scienziato informatico e autore di fantascienza, per indicare un ipotetico evento causato da un’intelligenza artificiale in grado di operare miglioramenti auto-ricorsivi di tale livello da superare qualunque possibilità di comprensione o controllo umano. Possiamo dedurre, dunque, che la singolarità tecnologica rappresenti il punto oltre il quale gli eventi diverrebbero imprevedibili. La singolarità non sarebbe un evento lontano nel tempo, Vinge prevede che possa verificarsi intorno al 2030.

Per prevedere il manifestarsi della singolarità nel corso del nostro secolo molti scrittori si basano sull’osservazione della crescita esponenziale delle varie tecnologie mentre il futurista Kurzweil riserva il termine “singolarità” al rapido aumento dell’intelligenza artificiale e colloca l’evento intorno al 2045, quando “la singolarità ci permetterà di superare i limiti dei nostri corpi biologici e del cervello … Nella post-singolarità non ci sarà alcuna distinzione tra uomo e macchina“. Kurzweil sostiene che i progressi tecnologici nel campo della medicina ci permetterebbero di riparare e sostituire continuamente i componenti difettosi nel nostro corpo, prolungando la vita fino a età indeterminata grazie a interventi molto avanzati di bioingegneria genetica e modificazioni del DNA umano.

Apprendiamo dall’articolo di Nicolescu che nel 2009, Kurzweil e Peter Diamandis hanno annunciato la fondazione di una “Singularity University”, finanziata da Google, Autodesk, Planet Ventures e un gruppo di leader industriali tecnologici, basata nel centro di ricerca della NASA a Mountain View, California. La missione dichiarata sarebbe quella di “educare, ispirare e autorizzare i Leader ad applicare tencologie esponenziali per affrontare le grandi sfide dell’umanità”. E naturalmente una delle grandi sfide è vincere la morte. Lo scienziato informatico Jaron Lanier parla della “ singolarità che prevede che le persone muoiano nel corpo e vengano caricate in un computer, rimanendo coscienti“. Così al fine di continuare a vivere, anche dopo la morte, dovremmo abbandonare i nostri corpi fisici e programmare le nostre menti in una realtà virtuale. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale può anche essere idealizzata come “una questione di fede”, e Ray Kurzweil ritiene che la creazione di una nuova divinità possa essere un esito della singolarità.

scientism_innerIn opposizione all’enorme letteratura intorno al concetto di singolarità tecnologica che pone l’accento sul lato attraente e utopico della tecnologia, Nicolescu ne affronta con decisione il “lato oscuro”. Fa rilevare che un comportamento esponenziale non significa una singolarità e dunque la singolarità tecnologica non è una singolarità nel senso matematico della parola; quanto leggiamo in numerosi libri, articoli e documenti online non è scienza bensì fantascienza. Ritiene inoltre che la “singolarità” sia usata per dissimulare un’altra l’ideologia: il transumanesimo, l’avvento del passaggio dagli umani ai trans-umani.

Il movimento internazionale culturale e intellettuale del transumanesimo sostiene l’uso di biotecnologie per migliorare le caratteristiche fisiche e mentali dell’essere umano. L’invecchiamento e la morte sono considerati eventi indesiderabili, e quindi non dovrebbero essere inevitabili, così come sono oggi. La selezione naturale viene considerata antiquata e viene sostituita dalla selezione tecnologica.

Se il progetto transumanista fosse realizzato, gli esseri umani diverrebbero sempre più delle macchine e le macchine prenderebbero sempre di più il posto degli uomini. Parte principale del progetto è rimuovere ogni forza trascendente per rimpiazzarla con la super-intelligenza dell’uomo-macchina, padrone della sua vita. I trans-umani costituirebbero una nuova specie bio-tecnologica e la futura società sarebbe divisa in “transumani” e “antichi umani”, questi ultimi inevitabilmente servi dei primi.

Nicolescu ritiene che stiamo vivendo in un tempo di nuove barbarie che può essere caratterizzato da tre termini: Transumanesimo, Panterrorismo e Antropocene e che solo un approccio transdisciplinare possa affrontare tale complesso fenomeno.

Le nuove tecnologie sono utilizzate anche in campi non facilmente immaginabili per l’uomo comune: facile produzione di armi e bombe con stampanti 3D, uso dell’internet of things (IoT), chip elettronici impiantati nel corpo umano al fine di disporre di una grande quantità di informazioni, ecc. Ma la singolarità tecnologica è cieca ai valori umani. Ecco la nascita del ‘panterrorismo’, nuove forme di terrorismo, come il jihadismo, attuate attraverso killer che usano la religione per un progetto politico e affermano il proprio potere sterminando masse anonime.

Nicolescu passa ad analizzare il neologismo antropocene, che indica una nuova era geologica caratterizzata dal fatto che le azioni della specie umana, confrontate con la forza geologica, diventano la forza geofisica dominante del nostro pianeta. Per la prima volta nella storia un notevole numero di scienziati e filosofi considera la sopravvivenza del genere umano uno dei problemi più importanti del nostro tempo. Continuano a essere pubblicate previsioni sull’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacci artici in uno o due decenni. Tuttavia, come ci fa notare il climatologo australiano Clive Hamilton, l’opinione comune difficilmente accetta l’idea che gli esseri umani possano modificare la composizione dell’atmosfera terrestre a tal punto da distruggere la loro civiltà e la specie umana stessa.

singularitySconcertante ci sembra la proposta di Paul Cruzen, premio Nobel per la chimica, il quale nel 2006 suggerì l’introduzione di aerosol nell’atmosfera terrestre per riflettere la luce solare[2]. L’idea è di iniettare una composizione particolare di diossido di zolfo nella stratosfera, in forma gassosa, in grado di formare particelle che rifletterebbero la luce solare, trasformando il cielo diurno in un trappeto completamente bianco. Questa proposta ha aperto un percorso di ricerca supportato dalla US Academy of Science e dalla Royal Society. Scienziati come Edward Teller (Lawrence Livermore National Laboratory) e Lower Wood (studioso influente del Pentagono) sono tra i seguaci fedeli di questa soluzione tecnologica la quale rappresenta, secondo Nicolescu, un deciso passo verso la temibile incognita del transumanesimo.

Non illudiamoci che la tecnologia possa salvare la nostra specie. Per fronteggiare la triplice minaccia – transumanesimo, panterrorismo, e antropocene, ci dice il fisico rumeno, è necessario un cambiamento radicale della nostra visione della realtà che sviluppi un pensiero forte, rigoroso, universale. In un mondo con oltre 8000 discipline accademiche, circa 10000 religioni e movimenti religiosi e più di 6000 lingue parlate, è difficile sognare di comprensione reciproca e pace. Per resistere alla nuova barbarie è necessario un nuovo approccio in grado di conciliare tecnoscienza, saggezza e bisogno di spiritualità, ricomponendole in quell’unica Scienza dell’Uomo auspicata dal grande antropologo Gilbert Durand.

Possiamo augurarci che una filosofia (nel senso etimologico di ricerca del sapere) transdisciplinare attraverso l’interazione di tradizioni spirituali, scienze esatte e umanistiche sia capace di portare un’umanità spaesata e cieca a ritrovare il suo posto in quell’Unus Mundus in cui “il centro è dappertutto e la circonferenza da nessuna parte” ( cfr. Il libro dei ventiquattro filosofi).

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[1] Transdisciplinary Journal of Engineering & Science”, n.6/2016

[2] Paul Cruzen, (2006). Albedo Enhacement by Stratosferic Sulphur Injections: A Contribution to Resolve a Policy Dilemma. Climatic Change 77(3-4), 211-220.


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