La Germania aggiorna il suo manuale per la migrazione all’Open Source
Il Ministero dell’Interno tedesco ha publicato la terza edizione del suo “Migrationsleitfaden“, un manuale per la migrazione della pubblica amministrazione verso l’Open Source. La guida fornisce assistenza strategica, tecnica e pratica per gli IT manager che intendono pianificare migrazioni di software in varie forme e direzioni.
In una dichiarazione, il Ministro sostiene che la terza edizione consente un uso ancora più flessibile della guida: “La guida è aggiornata e riorganizzata, consentendo al lettore di focalizzare le tecnologie dei prodotti o i metodi di migrazione“.
Il manuale inoltre fornisce una visione sugli aspetti strategici e legali della migrazione del software e le sue metodologie, includendo inoltre gli strumenti necessari per un’analisi economica. La prima edizione della guida risale al 2003 e fino ad oggi conta circa 150.000 download. Il Ministero dispone anche di un sito web per supportare la migrazione.

Sono andato a dare un occhiata al sito che hai segnalato, è in tedesco ovviamente, lingua che non conosco, ma sono disponibili un bel po’ di documenti in inglese. La stessa guida di cui parli si può scaricare liberamente in lingua inglese anche se al momento non è presente l’ultima versione bensì la seconda del 2005. Documento di 500 pagine interessantissimo per le realtà (poche) della pubblica amministrazione che nel nostro paese stiano cominciando o pensando a una migrazione verso il S. O. Linux.
La Germania si candida quindi a fare da apripista e punto di riferimento in questo campo per tutta l’Europa. Non solo perchè per prima ha dato il via a una massiccia migrazione verso Linux dei computer della pubblica amministrazione di una grande città come Monaco di Baviera ma non di meno perchè mette a disposizione l’analisi delle proprie esperienze e le coseguenti linee guida a chiunque sia interessato in Europa e nel mondo.
Mi viene da chiedermi, ma a fronte di tale disponibilità di studi , esperienze, linee guida ecc.
è possibile che le commissioni per la verifica della fattibilità della migrazione debbano durare degli anni?
Soprattutto perchè non si procede immediatamente a sostituire il software con copyright con il corrispettivo libero in grado di funzionare su sistema operativo Windows ?
Si potrebbe fare già da domani, senza bisogno di grandi studi , senza traumi e con un gran risparmio di soldi in licenze.
E’ addirittura già disponibile un Cd con tutti i programmi open source adatti a sostituire i classici corrispettivi a pagamento. Si tratta di “TheOpenCd” , scaricabile gratuitamente, la cui versione italiana è curata ed aggiornata da studenti di informatica e lingue con il patrocinio del Politecnico di Torino.
Sono programmi meno efficaci e affidabili? No semmai il contrario.
Prevedono un traumatico impiego di impegno e risorse per possederne una sufficiente padronanza? No, forse non più di una settimana di leggero disorientamento, tanto sono simili.
Senza dire della gran quantità di corsi a cui vengono sottoposti i dipendenti pubblici per un più efficiente uso del pacchetto Office, Outlook, Internet Explorer ecc. che potrebbero essere mirati all’uso dei corrispondenti liberi.
Mia moglie lavora nella pubblica amministrazione e fa un uso quotidiano del pc con buona conoscenza dei programmi di scrittura, internet ecc. ma che potrebbe aver difficoltà anche a sostituire una cartuccia su una stampante diversa dalla sua.
Ho piazzato Linux sul computer di casa e in 3 giorni lo usava con la stessa facilità di quello del lavoro. Per mio padre che ha settant’anni lo stesso.
L’importane è che qualcuno gli gestisca le problematiche che riguardano installazioni, periferiche, aggiornamenti ecc.
Problematiche che ovviamente non esistono per programmi liberi su base Windows.
Allora mi rivolgo a lei, Ministro Brunetta, se le dovesse capitare di leggere queste mie considerazioni, lei che è così decisionista e bravo a combattere gli sprechi del pubblico impiego, perchè continuiamo a buttare milioni di euro all’anno in licenze inutili?
Perchè fare grandi battaglie per poter licenziare il lavoratore pubblico “fanullone” che non vuole trasferisi, alla bisogna, da Canicatti a Milano e non procedere immediatamente a un grande risparmio che non comporta alcuna battaglia?
Forse perche non ha lo stesso effetto mediatico?
O perchè questa è un altra occasione per svilire e smantellare i servizi pubblici?
Se a Napoli ci sono 10 volte i netturbini di Roma, in rapporto agli abitanti, e non vengono utilizzati per una raccolta differenziata, che potrebbe essere addirittura porta a porta, vista la disponibilità di personale, non è perchè questi sono fanulloni.
Non è per caso che la raccolta differenziata non si fa perchè c’è un interesse “corrotto/mafioso” per gli appalti e i soldi che girano intorno alla costruzione degli inceneritori e alla gestione delle discariche?
Per quel che riguarda la mia esperienza di dirigente in un industria agroalimentare ho imparato che il lavoratore è fanullone se gli permetti di esserlo e soprattutto se non gli si danno motivazioni.
Questo dipende dalla qualità della dirigenza.
Non sarebbe più sensato allora, per disporre di siffatta dirigenza, fare una battaglia contro i concorsi truccati, le raccomandazioni, le pratiche clientelari, gli interessi privati sulle risorse pubbliche, la corruzione?
Ma torniamo all’open source nella p.a. Il primo passo indolore potrebbe essere il software libero su base Windows, questo faciliterebbe in un secondo momento la migrazione completa a Linux con risparmio di denaro e sviluppo di competenze informatiche locali.
Certo, questo secondo passo più importante presenta maggiori difficoltà, anche se nelle aziende della p. a. sufficientemente grandi da disporre di un centro elabozione dati, vi sarebbe la disponibilità di tecnici informatici in grado di supportare la gestione della migrazione.
C’è poi il grosso problema dei gestionali specifici, che richiede accordi con le software house e tempi più lunghi, ma se non si comincia a camminare mai si potrà saltare.
Importante sarebbe anche cominciare a mettere Linux nei computer dell’aula di informatica delle scuole.
Perchè non prevedere che per accedere ai concorsi per l’assunzione dei tecnici di laboratorio non sia richiesta anche una conoscenza informatica di base con indirizzo Linux ?
E’ pretendere troppo per questo paese ?
O forse è una battaglia che non fa abbastanza fumo?
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