La Corte Costituzionale approva l’Open Source: respinto il ricorso del Governo

Lo scorso anno il Governo, attraverso l’Avvocatura dello Stato, aveva sollevato una questione di legittimità contro una legge della Regione Piemonte atta a favorire l’uso di software libero e standard aperti nel territorio.

Il 22 marzo scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni sollevate dal Governo, rigettando il ricorso. Riporto di seguito il paragrafo conclusivo della Sentenza n. 122 della Corte:

Infine, si deve ancora ribadire che i concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica. In sostanza, ciò che distingue il software libero da quello proprietario è il differente contenuto dell’accordo negoziale (licenza), posto a fondamento della disciplina dei diritti di utilizzazione del programma; e la scelta circa l’adozione dell’uno o dell’altro modulo negoziale appartiene alla volontà dell’utente.

Ne deriva che la lesione della concorrenza, paventata dalla difesa dello Stato in relazione alla normativa de qua, non è configurabile.

Il Governo aveva sollevato la questione di legittimità sostenendo che la legge sul software libero della Regione Piemonte avrebbe interferito con le leggi nazionali sulla concorrenza e sul copyright. Con la citata sentenza, invece, la Corte ha stabilito che la preferenza per il software libero è legittima e rispetta il principio della libertà di concorrenza.

Ogni tanto, seppur ancora troppo saltuariamente, qualcuno si solleva dal torpore…

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5 pensieri riguardo “La Corte Costituzionale approva l’Open Source: respinto il ricorso del Governo

  • 1 Aprile 2010 in 11:46
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    Bè, che dire, da una parte un lecito sorriso, stroncato subito dal fatto che purtroppo la regione Piemonte da due giorni non è più la stessa…. Ma non voglio fare polemica, brindiamo alla Corte!

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  • 1 Aprile 2010 in 12:49
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    Forse mi sembra d’aver sentito che il neo-governatore Cota, dopo aver detto no ad aborto e gay, dirà no anche a quella ignomignosa porcheria comunista dell’open source…

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  • 2 Aprile 2010 in 9:30
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    Bisogna guardare aspetti concreti. Presentare presto un quesito ai neo-governatori delle regioni: in base ai vantaggi, ….., vi impegnate a promuovere nelle amministrazioni da voi controllate software open-source, si o no?

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  • 8 Giugno 2010 in 20:52
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    ci sarebbe solo da vergognarsi, ma non da meravigliarsi per un governo che favorisce lobby e cricche varie.

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  • 27 Novembre 2010 in 21:29
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    Se questo governo ha fatto dei tagli alla spesa pubblica uno dei propri punti di forza, ha ora il dovere di coerenza e favorire anzichè osteggiare l’open source.

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