Confusione sull’Open Source

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Spesso mi ritrovo a discutere di Open Source con imprenditori di grandi aziende o manager pubblici e privati e molto frequentemente verifico con profonda delusione che questi personaggi hanno una visione molto distorta del fenomeno. Essenzialmente, tendono a confondere l’Open Source con il paradigma di gratis, trascurando completamente i benefici che ne derivano in sicurezza, solidità, qualità e supporto comunitario.

Inoltre essi applicano con estrema leggerezza il concetto di gratis anche all’eventuale lavoro di supporto e manutenzione fornito nei confronti di un’applicazione Open Source, come se il semplice avvicinarsi alla tematica possa trasportare il business verso un’immaginaria terra del Bengodi dove il lavoro dell’uomo non è più retribuito.

Occorre una forte azione di scolarizzazione in merito, tesa soprattutto a chiarire gli ambiti dell’Open Source, i vantaggi del poter disporre del codice sorgente, l’ineguagliabile potenza fornita dalla possibilità di contattare direttamente la comunità degli sviluppatori ma – in cima alla lista – l’interoperabilità e la garanzia di conformità degli stardard open approvati dall’ISO.

Ho scritto una breve relazione che contiene le mie considerazioni circa la problematica della migrazione dei desktop aziendali verso Linux. Può darsi che nei prossimi giorni ne pubblichi alcuni brani su questo blog.

8 pensieri riguardo “Confusione sull’Open Source

  • 5 Marzo 2008 in 15:32
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    ma se tu parli di cose astratte è certo che ti rispondono così, parlagli di aziende che lavorano con linux, da quelle grandi a quelle locali. se dici che un’azienda presente in italia si fa pagare per l’assistenza ma permette di risparmiare sulle licenze mantenendo la sicurezza in primo piano, forse si mostrerebbero interessati.

    tutto sta a trovarle queste aziende, se ci riesci faccelo sapere.

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  • 5 Marzo 2008 in 15:39
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    Il concetto è molto più vasto che non il semplice risparmio sulle licenze, ed i vantaggi non sono solo economici. L’adozione di formati aperti in un’azienda pubblica (o privata) è una scelta di base che deve necessariamente tener conto del valore del dato e della sua interoperabilità.

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  • 5 Marzo 2008 in 16:44
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    Concordo in pieno con quello che hai scritto. Ogni volta che provo a proporre in azienda un’alternativa open source addirittura viene scartata a priori senza nemmeno ascoltare i vantaggi di tale scelta.

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  • 6 Marzo 2008 in 14:50
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    Fabio, mi piacerebbe linkare questo tuo articolo sul mio blog. Lo trovo molto interessante e attendo i tuoi brani per diffondere finalmente un riferimento “all in one” per la miriade di utenti/capoccia/committenti che confonde “open source” con il concetto di “completamente gratis”…

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  • 6 Marzo 2008 in 14:55
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    Grazie a te… la riporto all’istante… 😉

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  • Pingback: Confusione sull’Open Source (di Fabio Marzocca) « Zeirus’s Blog

  • 12 Marzo 2008 in 11:33
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    Ciao! Passo di qui dal link delle pagine di Ubuntu-it.
    Bell’articolo.
    Secondo me, quello che ti hanno risposto è l’effetto di una crisi anche della classe dirigente di questo paese.
    Ci avete fatto caso?! Ogni volta che viene proposta un’innovazione la si guarda puntualmente con trooooppa diffidenza. Nonostante, magari, le esperienze di altri paesi siano risultate positive.
    Mi duole dirlo, ma in questo paese abbiamo una mentalità estremamente bigotta. E chi dovrebbe innovare, non sembra interessato a svolgere appieno il proprio dovere.
    Ciao e complimenti!

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